Ogni sera, all’interno del corpo dei nostri bambini (e anche nei nostri naturalmente!), si mette in moto un’alleanza silenziosa e invisibile: quella tra melatonina e cortisolo, i cosiddetti “ormoni del sonno”.
Questi due ormoni hanno un ruolo fondamentale nel regolare il ritmo sonno-veglia di grandi e piccoli ma a volte – per lo più involontariamente – alcuni nostri comportamenti possono interferire sul loro corretto funzionamento. Scopriamo in che modo.
Melatonina e cortisolo, gli ormoni del sonno
Quando si parla di “ormoni del sonno” ci si riferisce a due sostanze in particolare: la melatonina e il cortisolo che, in un certo senso, agiscono in modo opposto ma complementare.
La melatonina è l’ormone del sonno per eccellenza, quello che fa addormentare e che regola il riposo. Il corpo del bambino inizia a produrlo verso le 17:30 e raggiunge il suo picco tra le 18:30 e le 20:30.
Invece, il cortisolo viene spesso etichettato erroneamente come “ormone dello stress” dando a questa parola una sfumatura negativa. In realtà il cortisolo è il nostro “caffè interno”, l’ormone che ci aiuta a svegliarci. Solitamente il corpo inizia a produrlo intorno alle 3 del mattino e fa sì che intorno alle 7 siamo del tutto svegli (o quasi!).
Quindi, melatonina e cortisolo sono indispensabili per il nostro addormentamento e per il nostro risveglio.
Quando si stabilizzano gli ormoni del sonno nei bambini?
In un organismo in via di sviluppo come quello di neonati, lattanti e bambini, c’è bisogno di un po’ di tempo perché il funzionamento degli ormoni del sonno si regolarizzi. In genere questo avviene intorno al quarto mese, proprio quando si verifica una delle più temute “regressioni del sonno”. La regressione del quarto mese, invece, più che un passo indietro è una vera e propria evoluzione: è una fase di sviluppo fisiologica nel sonno del piccolo, che se prima era caratterizzato esclusivamente da fasi di sonno profondo ora diventa più simile a quello degli adulti, con fasi di sonno profondo che si alternano a quelle di sonno più leggero.
Intorno al quarto mese il sistema ormonale del bambino matura, melatonina e cortisolo trovano un loro equilibrio e si stabilizzano anche gli orari del sonno, che si anticipano rispetto ai primi mesi.
I fattori che possono interferire con gli ormoni della nanna
Ci sono però alcuni fattori esterni che possono giocare il ruolo del terzo incomodo nel delicato equilibrio tra cortisolo e melatonina.
- Non rispettare i ritmi di sonno e veglia: se un bambino va a dormire troppo tardi o rimane sveglio oltre le sue capacità naturali, il suo organismo produrrà cortisolo extra per contrastare la melatonina e far sì che il piccolo non si addormenti. Alla sera, quindi, il bambino non sembrerà stanco, anzi, apparirà iperattivo e farà molta più fatica ad addormentarsi. E, paradossalmente, la doppia “dose” di cortisolo – quello prodotto per restare svegli la sera più quello prodotto dal corpo intorno alle 3 del mattino – potrà causare dei risvegli mattutini precoci. Questo rivela, inoltre, che è del tutto sbagliato pensare che più tardi un bambino andrà a nanna, più tardi si sveglierà al mattino.
- Non esporre il piccolo alla luce naturale e all’aria aperta: una passeggiata fuori di casa aiuta l’addormentamento, perché la luce solare favorisce la produzione di vitamina D e di serotonina che, a loro volta, sono fondamentali per la sintesi della melatonina.
- Esporre troppo il bambino alla luce blu: viceversa se un bambino trascorre troppe ore davanti agli schermi di telefoni, tablet e computer il suo cervello riceve input continui e può confondere il giorno e la notte. Questo influisce sulla produzione di melatonina e, di conseguenza, sulla sua capacità di addormentarsi e di riposare.
- Far dormire il piccolo in ambienti illuminati: non solo la luce blu ma anche quella semplice di lampade e lampadari può influire sul sonno dei piccoli. L’ideale sarebbe farli dormire al buio di notte e, dopo le prime settimane di vita, anche di giorno
Quando il problema è interno: i fattori endogeni
In alcuni casi, la difficoltà nella produzione di melatonina può essere legata a fattori interni al bambino. In alcune forme di autismo e neurodivergenze può esserci una naturale difficoltà nella sintesi di questo ormone. Anche i bambini con cecità completa o parziale possono avere difficoltà nella regolazione dei ritmi di sonno e veglia.
Come ristabilire l’equilibrio tra cortisolo e melatonina
Dunque, melatonina e cortisolo lavorano insieme per garantire ai bambini il riposo di cui hanno bisogno. Se, però, si verifica uno squilibrio tra questi due ormoni si può provare con alcune semplici strategie come:
- Rispetto degli orari, anche con messa a nanna anticipata fino alle 18:30 se necessario
- Esposizione quotidiana alla luce del giorno e all’aria aperta
- Condizioni ambientali che favoriscono il sonno (buio, temperatura adeguata…)
E se anche con questi accorgimenti continuate ad avere problemi con il sonno del vostro piccolo, potete rivolgervi a noi.
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