Finalmente dopo un’ora in braccio il tuo piccolo è crollato. E anche tu puoi riposare. Ma non fai in tempo ad appoggiare la testa sul cuscino che il tuo sogno di relax svanisce. Tuo figlio si è già risvegliato. Di nuovo. E la notte non è ancora finita.
Se questa scena si ripete da settimane, è comprensibile che tu possa sentirti una mamma stanca. Sei stanca della fatica che hai accumulato notte dopo notte. Ma a peggiorare la situazione c’è anche il senso di colpa e inadeguatezza che sovente ti assale: “È colpa mia se gli altri bambini dormono tutta la notte e mio figlio no? Avrò fatto qualcosa di sbagliato? Perché ho solo io questo problema?”.
Quando ci si sente una mamma stanca e nervosa
Quando le notti non sono serene e la mancanza di riposo si fa sentire, è frequente per una neomamma vedere le cose in maniera poco oggettiva. Anche perché – complici anche i social network – tutte le altre madri sembrano migliori di noi, tutte sembrano farcela. E il peso di questa situazione non fa che aumentare la sensazione di sentirsi l’unica mamma stanca e nervosa (e incapace) sulla faccia della Terra.
La stanchezza come prova del tuo valore di madre
Non solo. C’è una convinzione che probabilmente hai percepito fin dai primi giorni in cui sei diventata mamma: che l’amore verso il tuo piccolo si misuri in quanto sei disposta a fare rinunce. E che prima o poi, se ti dai abbastanza, arriverà la notte in cui tuo figlio dormirà tutta la notte. Fino ad allora notti in bianco ed energie azzerate sarebbero la prova di quanto sei una buona madre. Come se la stanchezza fosse una medaglia al valore, invece che un segnale a cui dare ascolto.
E la fine di questa situazione intanto si sposta sempre più in là. Fino a qualche anno fa si sentiva dire che un bambino avrebbe dormito tutta la notte non prima dei 3-5 anni. Oggi c’è chi parla di 5 e persino 8 anni.
Una madre deve essere sempre presente
Questa narrativa non riguarda però soltanto il sonno. La madre deve esserci e darsi sempre. Allattando a richiesta, dormendo a contatto, intervenendo immediatamente ad ogni vagito del piccolo, occupandosi in prima persona del suo addormentamento…
Tu e il tuo corpo dovete essere disponibili, senza limiti. Finché un giorno – ma non si sa bene quando – tuo figlio non si staccherà da te. E intanto? Tu accumuli stanchezza, in attesa di quel giorno.
I dubbi delle mamme stanche
È di solito a questo punto che molte mamme stanche si rivolgono a me e al mio team. Per avere un aiuto e capire come stanno davvero le cose.
Ad esempio per chiarirsi le idee su quando un neonato dorme tutta la notte. Nei primi mesi è normale che si svegli per fame, ma già entro i 6-7 mesi può iniziare a dormire le sue 10-12 ore di fila. Non è un desiderio sbagliato o irrealistico, può succedere davvero. L’illusione da abbandonare, semmai, è pensare che il piccolo possa avere un sonno ininterrotto dalle 22 alle 9. Non è così: i bambini si addormentano presto e si svegliano presto, il contrario è raro.
O per saperne di più sui risvegli notturni dei bambini. Quando termineranno? La risposta onesta è: dipende, soprattutto dal carattere di ogni bambino. Alcuni smettono di chiamarvi di notte molto presto, altri più tardi, anche oltre i 3 anni. Ma questo non significa che dobbiate rassegnarvi ad aspettare: il modo in cui gestite ogni risveglio, sempre allo stesso modo, notte dopo notte aiuterà i piccoli ad avere fiducia nella loro capacità di addormentarsi anche da soli.
O ancora, per comprendere bene la questione del sonno a contatto, cioè sul dormire vicino al proprio bambino, tenendolo con sé per farlo addormentare. È vero che questo può essere utile per il rilassamento serale o nei periodi di malattia quando un bambino ha bisogno di più vicinanza. Ma è altrettanto vero che l’abitudine a questa modalità può rendere più difficile per il bambino l’addormentamento autonomo e, di conseguenza, può aumentare i risvegli notturni. Per questo, con il passare dei mesi, è bene accompagnare il bambino verso un sonno più indipendente.
Sì, sono una mamma stanca
Se ti sei riconosciuta in questa situazione, prova a dirtelo con le tue parole, anche solo dentro di te: “Sono una mamma stanca”. Non è una debolezza, né una colpa. È semplicemente vero, ed è giusto che tu possa dirlo senza doverti giustificare.
Alla fine, l’unica cosa che conta davvero è come stai tu con il tuo bambino, adesso. E se desideri che dorma tutta la notte, non vergognarti. Il riposo è un desiderio legittimo, non è un capriccio. E se senti che perché questo avvenga hai bisogno di un aiuto esterno, non esitare a chiederlo.
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