Quando in casa arriva un neonato, la gestione del sonno del piccolo diventa una delle preoccupazioni principali per i neogenitori. E tra i dubbi frequenti non mancano quelli sull’ambiente in cui farlo dormire: qual è la temperatura ideale per il neonato? La stanza deve essere calda o fresca? Si può accendere il condizionatore?
Un tema su cui le indicazioni sono spesso contrastanti. Vediamo allora di fare chiarezza.
Temperatura ideale per la stanza del neonato
La temperatura della stanza è una delle condizioni ambientali che influisce in modo diretto sulla qualità del sonno, nei neonati come negli adulti. Ma nei piccoli questo legame è ancora più stretto, per due ragioni fisiologiche ben precise.
- La prima riguarda le proporzioni corporee. Per addormentarsi il corpo umano ha bisogno di raffreddarsi cioè di disperdere calore verso l’esterno attraverso la superficie corporea. Nei neonati questa superficie è più piccola rispetto a quella di un adulto, quindi il processo richiede più tempo. Se la temperatura della stanza del neonato è troppo alta, il corpo fatica a disperdere il calore e il piccolo non riesce ad addormentarsi.
- La seconda riguarda la termoregolazione: a differenza di un adulto, il neonato non ha ancora sviluppato la capacità di regolare autonomamente la propria temperatura corporea in risposta alle variazioni ambientali. Quindi il neonato “dipende” quasi completamente dall’ambiente esterno e da come lo vestiamo.
Individuare la giusta temperatura della stanza è quindi un elemento fondamentale per far addormentare un neonato con meno fatica.
Qual è la temperatura ideale per il neonato?
Dunque, qual è la temperatura ideale per un neonato? Il range raccomandato è tra i 18 e i 20 gradi che è la temperatura ottimale per il sonno di tutti, adulti compresi. Con qualche piccola accortezza per i piccoli: nei primissimi giorni di vita possono aver bisogno di qualche strato in più rispetto a un adulto poiché hanno trascorso molti mesi nella pancia della mamma – un ambiente a temperatura costante – e devono progressivamente adattarsi al mondo esterno. Con il passare delle settimane questa necessità si riduce, e i piccoli tenderanno a dormire meglio in ambienti freschi.
Temperatura in estate e inverno: cosa cambia
Il range consigliato tra 18/20 gradi non cambia a seconda della stagione. Quello che cambia è la temperatura percepita, che dipende dalle condizioni esterne.
Ad esempio in inverno, se la stanza è a 18 gradi ma le temperature esterne sono calate di colpo, la temperatura percepita dal neonato è più bassa di quanto indichi il termostato nella stanza. Occorrerà, quindi, coprirlo un po’ di più. Allo stesso modo d’estate, se sono giornate di caldo torrido, la temperatura percepita dal piccolo potrebbe essere superiore ai 18/20 gradi presenti nella stanza. In questo caso, quindi, sarà importante scoprirlo un po’.
Ventilatore e condizionatore: sì o no?
Parlando d’estate, è inevitabile toccare una questione spinosa: ventilatore e condizionatore si possono usare nella stanza di un neonato? La risposta è sì, per entrambi. Naturalmente usandoli correttamente. Quindi con una temperatura non troppo distante da quella esterna (non 20° se fuori ce ne sono 30, ma impostandola intorno ai 27°) e indirizzando l’aria non direttamente sul piccolo. Inoltre, se c’è molta umidità si può ricorrere a un deumidificatore.
In assenza del condizionatore, può essere utile tenere le tapparelle abbassate il più possibile durante il giorno in modo da far entrare l’aria ma non il calore; usare un ventilatore refrigerante; fare un bagnetto tiepido prima della nanna.
Come vestire il neonato per dormire
Un’altra questione “scottante” è il discorso dell’abbigliamento: come occorre vestire il neonato per farlo dormire? Intanto prediligendo capi in cotone organico e materiali naturali, che permettono una buona traspirazione.
Per i primi mesi di vita, è consigliabile utilizzare lo swaddle, la fasciatura elastica che avvolge e contiene il piccolo. Ne esistono di tipologie differenti e, a seconda della temperatura della stanza, sotto lo swaddle il piccolo può non indossare nulla oppure avere un body o un body e una tutina leggera o pesante. Ne abbiamo selezionati alcuni tra i prodotti consigliati.
Dai 3 mesi circa, invece, si può utilizzare il sacco nanna, che è disponibile in diversi spessori, a seconda della temperatura. Anche in questo caso trovi alcuni nostri suggerimenti nei prodotti consigliati.
Altra cosa importante da ricordare: nel lettino non vanno mai collocate coperte, lenzuolini, cuscini, peluches o altri oggetti morbidi. Oltre allo swaddle o al sacco nanna, il lettino deve restare completamente vuoto. Questa è una precauzione per garantire un sonno sicuro ai neonati, in accordo con le linee guida per la prevenzione della SIDS.
Come capire se il neonato ha caldo o freddo?
Il freddo e il caldo possono essere causa di frequenti risvegli notturni. Nella prima parte della notte è più probabile che il problema dipenda dal caldo: se il piccolo fatica ad addormentarsi o si sveglia poco dopo la messa a nanna, vale la pena verificare che la stanza non sia troppo calda e che non sia eccessivamente coperto. Verso le 2 o le 3 di notte, invece, il problema può essere il freddo: le temperature esterne si abbassano e, se la stanza non è sufficientemente riscaldata, il bambino può svegliarsi.
Come si può capire se il neonato ha caldo o freddo? Ce ne rendiamo conto poggiando una mano sul petto o sulla schiena. Invece non è utile toccare i piedini e le manine, perché sono quasi sempre freddi indipendentemente dalla temperatura corporea.
Sonno sereno di un neonato: la temperatura non basta
Come abbiamo detto, la temperatura è uno dei fattori ambientali che influenzano il sonno del neonato, ma non è l’unico. Gli altri due elementi fondamentali sono il buio e il silenzio. Per approfondire come allestire lo spazio del sonno per il tuo bebè, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato a dove far dormire un neonato e cosa comprare per la sua nanna.
Se invece hai la sensazione che il tuo bambino dorma male a prescindere dalla temperatura corretta nella stanza, allora è probabile che la fatica dipenda da altro e che abbia bisogno di imparare a prendere il controllo del suo sonno. Scopri i nostri percorsi di accompagnamento al sonno autonomo e prenota una telefonata conoscitiva gratuita con una di noi.

