Adesso è la volta del cucchiaino di burro, ma prima c’è stata la fetta di limone vicino al lettino e, di recente, il massaggio ai piedini con i ceci. Tutti rimedi virali online per favorire il sonno dei bambini.
È comprensibile: quando il proprio figlio non dorme, magari anche per diverse notti e la stanchezza dei genitori è profonda, viene voglia di provarle tutte pur di riuscire a fargli prendere sonno. E così accade che una soluzione diffusa online possa diventare di tendenza. Come, appunto, il butter trend, ovvero la pratica di far mangiare un pezzettino di burro al bambino prima di dormire per favorire il sonno notturno.
Ma siamo sicuri che un pezzo di burro o una fetta di limone possano davvero risolvere le difficoltà con il sonno di un bambino?
I rimedi virali online, diffusi soprattutto attraverso i social network, vengono solitamente presentati da slogan ad effetto come facili da utilizzare, rapidi e innocui. È normale che agli occhi (socchiusi!) di genitori stanchi e in carenza da sonno possano apparire come la soluzione tanto desiderata. Che, naturalmente, viene presa per buona e sperimentata. D’altra parte, sempre online, ad esempio nei forum, le domande dei genitori riguardano spesso questo argomento: “Il mio bambino non dorme: cosa posso dargli?” oppure “Cosa si può fare quando i bambini non dormono?”.
Queste domande contengono, però, un’idea fuorviante: che le difficoltà con il sonno possano essere risolte aggiungendo qualcosa, che sia un alimento, un gesto, una pratica. In realtà, il sonno dei bambini è un processo complesso, che dipende da una combinazione di fattori biologici, ambientali ed emotivi.
Perché il burro per dormire sembra funzionare?
Alla base del butter trend c’è una convinzione molto diffusa: se un bambino si sveglia di notte, probabilmente ha fame. Da qui l’idea che il burro, un alimento molto grasso, possa funzionare come una sorta di “super latte”, più saziante, capace di far dormire il bambino più a lungo perché “pieno”.
Invece, è raro che un lattante svezzato si svegli per fame. I risvegli notturni hanno più spesso a che fare con ritmi di sonno e veglia non adeguati, difficoltà nell’addormentamento o con un ambiente poco favorevole al riposo. Inoltre, nel caso specifico del burro:
- non è necessario dal punto di vista nutrizionale in quel momento della giornata
- non migliora la qualità del sonno
- non è indicato dopo l’igiene orale serale
Ma allora perché online si dice che il burro sia efficace per il sonno? Perché si lega una causa (il burro) ad un effetto (la nanna), ma in molti casi è solo un’associazione del tutto casuale. Proprio come un massaggio ai piedini che senza dubbio ha un effetto rilassante e può diventare parte di un rituale serale piacevole, ma non è il motivo per cui un bambino dorme tutta la notte.
Problemi del sonno dei bambini: a chi rivolgersi
Il problema dei rimedi virali è che semplificano un tema complesso, come quello del sonno dei bambini, neonati e lattanti. Un tema su cui non è sbagliato cercare informazioni online ma è importante sapere dove cercarle e da chi vengono diffuse. Purtroppo sul sonno spesso parlano anche persone che non hanno una professione specifica o influencer delle maternità con un gran seguito di follower.
Se si cercano online informazioni sul sonno la cosa migliore da fare è sicuramente rivolgersi a consulenti professioniste e certificate, che si occupano di sonno infantile in maniera specifica, dopo una formazione mirata. Io, ad esempio, sono certificata Sleep Sense e membra di World Sleep, IPSA e IACSC.
Cosa fare davvero per favorire il sonno di un bambino
Per migliorare il sonno di un bambino in modo efficace e duraturo, è utile spostare l’attenzione da ciò che si può dare o fare a ciò che si può costruire. Ad esempio:
- una routine del sonno, che aiuti il piccolo a riconoscere il momento della nanna
- un ambiente adatto al riposo, sicuro, buio e con una temperatura adeguata
- ritmi di sonno e veglia che variano con il crescere del bambino
- una buona alimentazione a seconda dell’età del piccolo
- la possibilità di sviluppare, gradualmente, un sonno autonomo
Questi aspetti non diventano trend sui social perché richiedono impegno, continuità e, spesso, il supporto di una guida esperta. I rimedi virali, invece, sembrano più accessibili e se non funzionano, non ci si sente responsabili, perché tanto “era solo un tentativo”.
Se i bambini non dormono, chiedere aiuto non è un fallimento
Al tempo stesso, quando il proprio figlio non dorme, spesso i neogenitori fanno fatica a chiedere aiuto. Perché si pensa che sia assolutamente normale che le prime notti debbano essere in bianco e perché c’è la convinzione di dover essere per forza capaci senza poter ammettere le proprie difficoltà (spesso per paura del giudizio altrui).
Invece, chiedere supporto a una figura specializzata nel sonno infantile è un segno di consapevolezza. È il primo passo per uscire da una situazione che può diventare cronica e andare verso notti serene per tutta la famiglia. Lasciando il burro in cucina, dove è sicuramente più utile.. L’importante è accettare che un periodo di assestamento fa parte del processo e non interpretare ogni possibile risveglio di uno o dell’altro come un fallimento.
Scopri i nostri percorsi e scegli di costruire insieme a noi un sonno sereno per te ed il tuo bambino.

